AGNI E AMA

AGNI E AMA2018-10-08T10:52:03+00:00

Project Description

AGNI, IL FUOCO DIGESTIVO
AMA, IL CIBO NON DIGERITO

“Longevità, colorito, forza, capacità d’iniziativa, sviluppo, lustro, vigore,
energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (agni) del corpo.
Se il fuoco è spento, la persona muore;
se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie;
se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.
Il fuoco è quindi la radice (d’ogni cosa).”


haraka Samhita, Cikitsasthana, XV, 3-4.

Il fuoco digestivo (agni) è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipende la formazione, il nutrimento e l’equilibrio dei dosha(fattori patogeni), dei dhatu (tessuti), dei mala (escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo.
Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente “cuociono” il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione. Il concetto di agni include quindi la secrezione e l’azione sul bolo alimentare dell’acido cloridrico, degli enzimi intestinali, degli acidi e degli alcali biliari.

Secondo l’Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagni che si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agni significa fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco.
Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l’azione di differenti tipi di enzimi digestivi.

Il processo della digestione

Nel processo della digestione vediamo all’opera alcuni dei upadosha subdosha:

  • il cibo entra nella bocca viene masticato, ingerito o bevuto: per azione del prana vata una delle cinque funzioni di vata dosha responsabile di tutti i movimenti che avvengono nel corpo.

  • il cibo passa nello stomaco: kledaka kapha inumidisce e impasta il cibo in un bolo che viene sottoposto all’azione di jatharagni il fuoco digestivo che forma il plasma nutriente. A questo punto entra in azione pachaka pitta che promuove la digestione del cibo e separa le parti da scartare sotto forma di mala. La parte nutriente (ahara rasa) che va a nutrire tutti i tessuti (dhatu) viene trasportata per azione di samana vata, mentre apana vata si prende cura dei materiali di rifiuto portandoli verso il colon e il retto da dove vengono eliminati.

I quattro stati di agni

Esistono quattro stati in cui agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei dosha, mentre il quarto è lo stato di equilibrio:

  • Visamagniè uno stato di instabilità di agni dovuto all’influenza di vata. Questo tipo di agni si trova nelle persone che hanno una costituzione vata o un eccesso di vata. La digestione del cibo è variabile, normalmente lenta, ma a volte anche normale. Si notano comunemente sintomi come stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.

  • Tikshagniin questo stato agni diventa troppo veloce o troppo forte, è una condizione che si riscontra nelle persone di costituzione pitta o con pitta aggravato. Jatharagni diventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affamata. Di solito le persone con questo tipo di agni hanno la bocca secca, sensazioni di bruciore e molta sete.

  • Mandagni: qui la funzione di agni diventa molto lenta e la persona non è in grado di digerire nemmeno piccole quantità di cibo. Questa condizione è dovuta all’aggravamento di kapha dosha. Anche le persone di costituzione kapha tendono ad avere mandagni. I sintomi sono: nausea, vomito, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua e salivazione eccessiva.

  • Samagni: in questo stato la funzione di agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. In questo stato la persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trarre nutrimento e forza perché tutti i dhatu (tessuti), cellule e organi ricevono il giusto nutrimento. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.

Ama, il cibo non digerito

La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi appena descritti è la formazione di quel che in Ayurveda viene chiamato ama che letteralmente significa “non cotto“. In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti, penetra in profondità nei tessuti depositandosi laddove il corpo è più debole.
Ama può essere creato in due modi:

  • A causa del fuoco digestivo debole: se il fuoco digestivo (jatharagni) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione di jatharagni.

  • Mangiando in maniera impropria: per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo , evitare di mangiare troppo o troppo tardi, attendere che il pasto precedente sia stato digerito, non mangiare quando siamo ansiosi, agitati, arrabbiati o di fretta. Se non si rispettano queste regole, avviene la formazione di ama che andrà a mescolarsi con le sostanze nutrienti. Attraverso i vari canali di circolazione (srota) ama verrà trasportato in tutto il corpo causando lo squilibrio dei dosha e l’ostruzione degli srota

Secondo il luogo in cui ama si accumula, compaiono diverse malattie:

– quando ama si deposita nei polmoni si crea congestione, tosse e asma
– nelle articolazioni crea artrite
– negli intestini crea diarrea o stitichezza.

Sintomi causati dalla presenza di ama e rimedi per ridurre ama

Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci. La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato.
Le contromisure da adottare per tenere sotto controllo ama partono dal requisito fondamentale di scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive, facendo in modo che il cibo sia digerito facilmente. Bisogna anche stare attenti ai cibi che producono ama, cioè tutti i cibi che hanno qualità pesante e sono difficili da digerire, non è necessario arrivare ad eliminarli completamente, basta mangiarli in una quantità che non indebolisca o sovraccarichi jatharagni.
Oltre a consigliare una dieta per mantenere jatharagni in equilibrio, l’Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Pancha Karma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente.

Ognuno di noi è un caso a parte e quindi non si possono dare regole precise che valgano per tutti. Ognuno dovrebbe capire da solo quale è la forza del proprio fuoco digestivo, quali sono i cibi che risultano pesanti da digerire e quindi da evitare o da usare con moderazione, quali sono i cibi nutrienti e facilmente digeribili, quale è lo stile di vita che più si adatta alla propria persona. Se risulta difficile capire tutto ciò, è bene rivolgersi a un buon terapista che possa dare i consigli adeguati.

Prenditi del tempo. Fatti trattare. Te lo meriti.

AGNI, IL FUOCO DIGESTIVO / AMA, IL CIBO NON DIGERITO – Centro Studi AyurWeb

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